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Il Tribunale Ordinario di Catanzaro

Il Tribunale adito, accogliendo la richiesta dei ricorrenti, con decreto inaudita altera parte, ordinava al Notaio Anna Calvelli di non trasmettere l’atto di trasformazione alla Camera di Commercio di Cosenza nonché, ove la trasmissione fosse già avvenuta, ordinava alla Camera di Commercio di non procedere all’iscrizione del suddetto atto nel Registro delle Imprese.

Orbene, l’art. 2500 bis c.c., che rappresenta una delle più importanti e significative novità introdotte dalla riforma del diritto societario del 2003, stabilisce al 1° comma che, eseguita la pubblicità di cui all’articolo 2500 c.c., non può più essere pronunciata l’invalidità dell’atto di trasformazione, prevedendo, così, un caso di pubblicità sanante. Infatti, dottrina e giurisprudenza maggioritarie sostengono che l’iscrizione dell’atto nel Registro delle Imprese produca un effetto preclusivo dell’impugnazione dell’atto di trasformazione.

Peraltro, la norma di cui si tratta, non rappresenta una novità assoluta, poiché il legislatore ha esteso alla trasformazione quanto già previsto in tema di fusione e di scissione, rafforzando, quindi, l’orientamento legislativo a garantire stabilità alla deliberazioni incidenti sull’assetto organizzativo della società.

Come osservato dal Giudice della Sezione Specializzata in materia di Impresa di Catanzaro, l’atto di trasformazione a rogito del Notaio Anna Calvelli, è stato trasmesso alla Camera di Commercio di Cosenza per l’iscrizione in data 20 maggio 2015 ed iscritto in data 25 maggio 2015 alle ore 16.31, mentre il decreto inaudita altera parte è stato delibato in data 25 maggio 2015, pubblicato in data 26 maggio 2015 alle ore 9.27 e notificato alla Camera di Commercio di Cosenza lo stesso 26 maggio 2015. Il Giudice, pur riconoscendo il diritto al risarcimento del danno eventualmente spettante ai partecipanti alla società trasformata, si è  pronunciato revocando il decreto inaudita altera parte e dichiarando inammissibile il ricorso.

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